Negli ultimi anni, il lavoro da remoto si è affermato come una componente strategica per molte PMI italiane.
Tuttavia, l’estensione del perimetro aziendale al di fuori della rete interna ha amplificato le superfici d’attacco, rendendo le infrastrutture IT più vulnerabili. Secondo l’Osservatorio Smart Working, nel 2024 in Italia si contano oltre 3,5 milioni di smart worker, ma molte imprese non adottano ancora strategie di cybersecurity adeguate.
Sottovalutare i rischi legati al lavoro da remoto può comportare violazioni dei dati, downtime operativo e costi di remediation elevati. Analizziamo i cinque errori più comuni che possono compromettere la sicurezza del tuo IT aziendale.
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Errore 1: Affidarsi a Endpoint non gestiti
L’uso di dispositivi personali o non conformi agli standard aziendali introduce variabili incontrollate nella sicurezza dell’infrastruttura IT. I principali rischi includono:
- Mancanza di strumenti di Endpoint Detection & Response (EDR)
- Sistemi operativi e software non aggiornati, con vulnerabilità note
- Assenza di policy di Mobile Device Management (MDM) per il controllo remoto dei dispositivi
Soluzione
Implementare soluzioni di endpoint protection centralizzate, limitare l’uso di dispositivi non aziendali e adottare strumenti di gestione remota per l’aggiornamento e il monitoraggio continuo degli asset.
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Errore 2: Password deboli e assenza di processi di autenticazione
Secondo Verizon Data Breach Investigations Report, oltre l’80% delle violazioni informatiche è attribuibile a credenziali compromesse. L’utilizzo di password statiche o ripetute su più account aziendali facilita attacchi brute force e phishing.
Soluzione
Adottare autenticazione a più fattori (MFA) per tutti gli accessi critici, implementare password manager aziendali e monitorare con strumenti di Identity Access Management (IAM) eventuali credenziali esposte nel dark web.
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Errore 3: Presumere che il Cloud sia sicuro di default
È una credenza generalizzata pensare che l’adozione di soluzioni cloud elimini automaticamente i rischi legati alla sicurezza dei dati. Tuttavia, senza un approccio strutturato, il cloud può diventare un punto critico di esposizione. Rischi comuni includono:
- Configurazioni errate dei permessi di accesso
- Mancanza di politiche di Data Loss Prevention (DLP)
- Assenza di backup indipendenti dalle piattaforme cloud utilizzate
Soluzione
Adottare un modello di sicurezza Zero Trust, monitorare e limitare gli accessi con strumenti CASB (Cloud Access Security Broker) e implementare una strategia di backup offsite per garantire la continuità operativa in caso di attacchi ransomware.
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Errore 4: Approccio reattivo alla Sicurezza IT
Molte aziende si affidano al supporto IT solo in caso di problemi, senza una strategia preventiva. Questo approccio aumenta il tempo medio di rilevamento e risposta agli incidenti di sicurezza (MTTD e MTTR), lasciando spazio a minacce persistenti avanzate (APT).
Soluzione
Adottare un modello di sicurezza proattivo, con strumenti di threat intelligence, penetration testing periodici e un Security Operations Center (SOC) per il monitoraggio continuo degli eventi di rete.
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Errore 5: Sottovalutare la formazione degli utenti finali
L’errore umano rimane una delle principali cause di violazioni dei dati. Phishing, ingegneria sociale e comportamenti non conformi alle policy di sicurezza possono vanificare anche le migliori difese tecnologiche.
Soluzione
Investire in programmi di cybersecurity awareness su base continuativa, simulare attacchi di phishing per valutare la reattività dei dipendenti e implementare policy di accesso basate sul principio del minimo privilegio (PoLP).
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Come Mettere in Sicurezza il Tuo Smart Working?
Affidarsi a una strategia strutturata di gestione del rischio IT è essenziale per garantire la sicurezza e la continuità operativa. Con un assessment mirato, è possibile individuare le vulnerabilità esistenti e implementare soluzioni di sicurezza su misura.
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